La scoperta dell’ozono nell’epoca dei miasmi

“Dell’ozono col cholera” Antonio Berti

Nell’ottocento si credeva che nelle malattie infettive il contagio non avvenisse da persona a persona, ma che la malattia fosse generata dai miasmi, ossia esalazioni pestilenziali, fumi e aria malsana che scaturivano da materiale organico in decomposizione, rifiuti urbani, paludi o fogne a cielo aperto.Tali effluvi nocivi penetravano nell’organismo attraverso il respiro.

Le proprietà ossidanti dell’ozono alimentavano l’idea che potesse essere in grado di trasformare e rendere inoffensive le sostanze responsabili della corruzione dell’aria e sconfiggere così le malattie infettive come il colera.
Si cercò allora di valutare la presenza dell’ozono nell’ambiente e correlarlo con l’andamento delle malattie.
Allo scopo venivano utilizzate le carte ozometriche, a base di amido e ioduro che cambiavano colore in presenza di ozono. Tuttavia queste carte erano poco specifiche, e pertanto inaffidabili, perchè influenzate dal tasso di umidità e dalla luce.

Il colera divenne un banco di prova di queste speculazioni. Schönbein asseriva che la scarsità di ozono atmosferico fosse collegata con comparsa e all’aumento dell’incidenza del colera, mentre un suo eccesso lo limitasse e favorendo nell’uomo manifestazioni catarrali. Le osservazioni cliniche e i rilieve ozonometrici ambientali, però, non sostenevano sempre con questa teoria.
Una smentita clamorosa venne dal medico veneziano Antonio Berti che in una sua lettere del 1862 pubblicata sul bollettino medico veneziano, riferisce risultati opposti. Il rapporto tra ozono ed epidemie fu dunque oggetto di discussione e verifica, non una certezza condivisa.

Nel contempo la teoria dei miasmi perde sostenitori. Nel 1854 John Snow raccoglie prove decisive sul legame tra colera e acque contaminate. Con l’affermarsi della microbiologia, l’attenzione si sposta dalle generiche esalazioni dell’ambiente agli agenti infettivi e alle loro vie di trasmissione. Il superamento della teoria dei miasmi fu graduale, tra resistenze e balzi in avanti. Tuttavia l’ozono non sarebbe uscito di scena sia per la sua alta capacità di potabilizzare le acque sia per la sua azione antimicrobica e di modulazione i del sistema immunitario.

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