L’ Ossigeno Ozonoterapia a Cuba, gli albori

Manual de Ozonoterapia

La storia dell’ozonoterapia a Cuba si colloca nel percorso nel quale l’isola cercò di sviluppare una propria autonomia scientifica e sanitaria dopo la rivoluzione del 1959. L’embargo commerciale statunitense, esteso nel 1962, costringe i cubani ad accellerare questo processo..
Nel 1974 iniziano i primi gli studi presso il Centro Nacional de Investigaciones Científicas e nel novembre 1986 viene istituito il primo reparto sperimentale di ozonoterapia presso l’Instituto Nacional de Angiología y Cirugía Vascolar.

Uno dei contributi più rilevanti dei ricercatori cubani circa i meccanismi d’azione dell’ozono si deve agli studi su modelli animali sulla capacità dell’ozono di produrre un “precondizionamento ossidativo”, cioè come un’esposizione controllata all’ozono possa attivare risposte adattative e protettive dell’organismo.

Che cosa si intende per precondizionamento

Con il termine precondizionamento si indica un fenomeno biologico nel quale un’esposizione iniziale, di intensità limitata, prepara le cellule a rispondere in modo diverso a uno stimolo successivo, potenzialmente più dannoso.
Nel caso dell’ozono, l’ipotesi è che una dose controllata possa generare temporaneamente alcuni prodotti di ossidazione e segnali cellulari capaci di attivare risposte antiossidanti e di adattamento. L’obiettivo non sarebbe quindi “aggiungere antiossidanti” direttamente all’organismo, ma stimolare una risposta biologica regolata.

Il possibile ruolo dello stress ossidativo

L’ozono è una molecola altamente reattiva. A contatto con i fluidi biologici, può reagire rapidamente formando prodotti secondari, tra cui perossidi e aldeidi. Queste sostanze possono agire come segnali e influenzare alcuni sistemi cellulari coinvolti nella risposta allo stress ossidativo.

Tra i meccanismi ipotizzati rientrano l’attivazione di enzimi antiossidanti, la modulazione di vie di segnalazione cellulare e una possibile regolazione della risposta infiammatoria. Questi effetti dipendono però dalla dose, dalla via di somministrazione, dalla frequenza dei trattamenti e dalle condizioni del paziente.

Un modello dose-dipendente

Il precondizionamento non implica che una maggiore esposizione produca necessariamente un beneficio maggiore. Al contrario, il modello presuppone una finestra di stimolazione: uno stimolo troppo debole potrebbe non attivare una risposta significativa, mentre uno stimolo eccessivo potrebbe aumentare il danno ossidativo.
Questa relazione dose-risposta rende essenziale la standardizzazione dei protocolli. Non è possibile trasferire automaticamente i risultati ottenuti in laboratorio a tutte le forme di ozonoterapia, né considerare equivalenti applicazioni sistemiche, locali o topiche.

Le evidenze disponibili

Le ipotesi sul precondizionamento dell’ozono derivano soprattutto da studi sperimentali, modelli animali e ricerche cliniche di dimensioni limitate. Alcuni lavori hanno osservato modificazioni di marcatori ossidativi, infiammatori o metabolici, ma la presenza di un cambiamento biologico non dimostra sempre un beneficio clinico rilevante.
Tuttavia il precondizionamento dell’ozono può essere interpretato come un modello per studiare il modo in cui l’organismo reagisce a stimoli ossidativi controllati. Questa prospettiva ha interesse nella ricerca di base e può contribuire a formulare nuove ipotesi sui rapporti tra stress ossidativo, infiammazione e adattamento cellulare.





Bibliografia
Ozone oxidative preconditioning: a protection against cellular damage by free radicals. Mediators Inflamm. 1998;7(4):289–294.
Testo completo gratuito⁠ · PubMed⁠
Role of protein synthesis in the protection conferred by ozone-oxidative-preconditioning in hepatic ischaemia/reperfusion.
PubMed⁠

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